Secondo quanto si legge nel disegno di legge di Bilancio 2026 presentato nei giorni scorsi, dal prossimo 1° gennaio, l’accisa sulla benzina subirà un riduzione di -4,05 cent/litro mentre quella sul gasolio subirà un aumento di +4,05 cent/litro.
Questo si traduce in un allineamento dell’accisa per entrambi i carburanti a 672,90 €/1.000 litri.
Un allineamento ‘precipitoso’
La rimodulazione delle accise su benzina e gasolio era stata avviata già a maggio 2025 (DM n. 110/2025) con un aumento di 1,5 cent/l per il gasolio e una riduzione di 1,5 cent/l per la benzina.
L’intervento sulle accise nato “ai fini del superamento del sussidio ambientalmente dannoso EN.SI.24”, che avrebbe dovuto avvenire gradualmente nei prossimi anni con variazioni di circa 1,5 centesimi/anno viene quindi compiuto in una unica soluzione a partire da gennaio 2026.
La ricaduta sui consumatori si stima intorno a –4,94 cent/l sulla benzina e +4,94 cent/l sul diesel. Un rincaro, per il gasolio, piuttosto pesante.
Chi è escluso dagli aumenti:
Il disegno di legge presentato esclude dall’aumento dell’accisa sul gasolio gli impieghi 5 e 9 della Tabella A del Testo Unico Accise (TUA, d.lgs. 504/1995)
- Impieghi in lavori agricoli, orticoli, allevamento, silvicoltura, piscicoltura, florovivaismo
- Produzione di forza motrice con motori fissi in stabilimenti industriali, agricolo-industriali, laboratori, cantieri di ricerche di idrocarburi e di forze endogene e cantieri di costruzione

