Come già anticipato in un precedente articolo, la Legge di Bilancio 2018, ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati dal 1°gennaio 2019. Le prime aziende a “subìre” la rivoluzione in tema di fatturazione saranno i distributori di carburanti.
Infatti dal 1° luglio 2018 l’obbligo di emettere fattura elettronica per le operazioni tra privati (dette B2B) riguarderà le cessioni di benzina o gasolio per motori e per le prestazioni di subappaltatori nel quadro di un contratto di appalti pubblici.
Un passaggio così importante verso la telematizzazione della fatturazione, senza una fase transitoria che permetta di valutare e migliorare le criticità del sistema, rischia di creare non pochi disagi ed un vero e proprio blocco del sistema produttivo.
Le perplessità maggiori riguardano soprattutto piccole e medie imprese che rischiano di trovarsi impreparate di fronte al nuovo adempimento.
La voce della Federazione autonoma italiana benzinai (Faib)
In un intervista rilasciata da Martino Landi a StartMagazine, il Presidente della Faib (Federazione autonoma italiana benzinai)spiega quali sono le perplessità e le critiche mosse dagli addetti al settore.
Il problema principale risiede nella gestione pratica dell’ imminente adempimento:
L’attuale procedura di fatturazione elettronica non è assolutamente fattibile – spiega Landi – abbiamo contrastato la norma e ci siamo sorpresi di averla trovata così com’è nella legge di bilancio poiché avevamo richiesto che la e-fattura dovesse fermarsi alla consegna del carburante all’impianto perché nella fase di vendita al consumatore business sarebbe stata insostenibile per i distributori(…)
Il Presidente della Faib espone anche le possibili soluzioni:
Possiamo accettare la e-fattura solo a due condizioni, che non ci siano costi aggiuntivi diretti o indiretti per i distributori e che la procedura venga totalmente automatizzata senza obbligare il gestore a dover digitare i dati del proprio cliente con il rischio di perdere tempo e clientela. So che si stanno sperimentando soluzioni che consentiranno di ottenere una fattura elettronica in maniera automatizzata attraverso l’uso della carte di credito, questa sarebbe l’unica modalità che potremmo accettare e che effettivamente garantirebbe ai gestori degli impianti di lavorare in serenità e di non dover sopportare oneri aggiuntivi, se così non fosse dal 2 di luglio andremo tutti al mare invece di stare sugli impianti a vendere il gasolio.
La proroga richiesta dalle associazioni di settore
In favore di una proroga si sono espresse le associazioni di settore -Faib, FIGISC, Grandi Reti, ASSOPETROLI, FEDERMETANO e ASSOGASMETANO – firmando una nota destinata al Ministero dell’Economia e all’Agenzia delle Entrate.
Riportiamo alcuni punti della nota:
(…) la ristrettezza dei tempi di attuazione dell’adempimento non consente in alcun modo agli operatori di questo segmento di arrivare pronti alla scadenza.
L’implementazione di sistemi automatizzati per la fatturazione elettronica su circa 23.000 punti vendita stradali impone tempi ben maggiori di quelli indicati, tenuti presenti la marcata diversità nei gradi d’informatizzazione della rete distributiva, le ancora poche soluzioni tecniche offerte dai provider per questo segmento commerciale e la necessità di implementare la struttura amministrativa e i nuovi sistemi con adeguata formazione e sperimentazione.
Oltre a ciò, rileviamo la mancanza a tutt’oggi di indicazioni operative precise che l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto fornire a seguito degli incontri intercorsi con le scriventi Rappresentanze, oltreché notizie circostanziate sulle soluzioni tecnologiche predisposte da codesto spettabile Ministero, che una volta individuate necessitano a nostro avviso di una adeguata formazione e sperimentazione.
In un siffatto contesto che, a poche settimane dal termine, si manifesta così incerto dobbiamo evidenziare la diffusa preoccupazione degli operatori economici che rappresentiamo in ordine all’impatto economico e operativo che le nuove disposizioni avranno in concreto sulla rete distributiva dei carburanti. Disposizioni che, altresì, potrebbero produrre distorsioni di mercato a vantaggio di quegli operatori già dotati di strumenti di pagamento e sistemi gestionali idonei, riducendo la pluralità dell’offerta.
Alla luce di queste considerazioni i rappresentanti delle organizzazioni della filiera affermano che “ (…) se da un lato rimane ferma la volontà del settore, già dal prossimo 1° luglio, di recepire le disposizioni sulla fatturazione elettronica per l’intera filiera distributiva, fino alla cessione di benzina e gasolio all’impianto di distribuzione stradale, dall’altro emerge chiaramente la necessità di una congrua proroga dei termini della fatturazione elettronica verso i consumatori finali passivi IVA che consenta agli impianti di distribuzione stradale di prepararsi adeguatamente ad affrontare questo rilevante salto tecnologico, secondo criteri di efficacia e sostenibilità dei costi, operando con il massimo impegno per individuare soluzioni tecnicamente valide e facilmente fruibili.
I rischi per le piccole imprese
Anche la CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, si è espressa duramente contro l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che colpirà tutte le operazioni B2B dal 1°gennaio 2019.
Anche in questo caso viene sottolineato come un riinvio sia necessario per non “arrecare un grave danno” alle imprese di minori dimensioni.
In particolare, la Commissione nazionale di 19 esperti costituita proprio per studiare l’impatto sulle imprese della e-fattura ed elaborare le possibili soluzioni, ha chiarito la necessità di un avvio graduale verso l’adempimento preceduto da un periodo di sperimentazione e controlli, accordato e condiviso con le associazioni di settore.
Vediamo punto per punto le richieste avanzate dal CNA per rendere accettabile il passaggio verso la fattura elettronica:
- riduzione delle informazioni necessarie alla compilazione della fattura;
- eliminazione della firma elettronica dalla procedura di compilazione del documento;
- trasmissione della fattura anche agli intermediari da parte del Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate (Sdi);
- servizio di archiviazione gratuito;
- eliminazione di split payment, reverse charge e obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva;
- innalzamento del limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per poter compensare i crediti fiscali da 5mila a 50mila euro;
- rimborsi Iva entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
- riduzione della ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili per cui si rende applicabile la detrazione fiscale.
